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Tutto quello che devi sapere sui diamanti

Tutto quello che devi sapere sui diamanti

Dieci differenti tipologie di taglio e 4C per valutarli.
Acquistare diamanti sintetici non è un buon affare, piuttosto scegli zaffiri e zirconi.


Il diamante è una delle pietre preziose più conosciute al mondo. Fin da bambini veniamo a conoscenza di questa pietra, ne comprendiamo il valore, e soprattutto le femminucce, provano le prime gioie nell’infilare al dito un anello di plastica con un brillante altrettanto artefatto corredato da lustrini, magari trovato in un ovetto di cioccolato. Un bel gioco, ma che fa già sognare.
Crescendo si può aver la fortuna di riceverne uno vero, un dono in segno d’amore (se è un anello) o un regalo di pregio (orecchini o bracciale). L’emozione iniziale è molto forte, primordiale, autentica; se è una proposta di matrimonio poi, si tratta di uno dei momenti più belli della propria vita.
Del diamante conosciamo bene quindi il valore estetico e il valore affettivo che può scaturirne, meno sappiamo invece del valore economico, se non per somma conoscenza, e ancora meno informazioni abbiamo sulle qualità.

Il diamante non è una pietra rara

Dato il costo elevato qualcuno potrebbe arrivare a tale conclusione; invece no, di diamanti ne è pieno il mondo. Ad alzare il prezzo è l’immissione controllata sul mercato e la dispendiosa tecnica di estrazione, dato che bisogna scendere a una profondità di 120-150 km. I diamanti salgono spontaneamente in superficie solo durante le eruzioni vulcaniche.

Un diamante si valuta attraverso le 4C (carat weight, clarity, color, cut)

Il peso del diamante (carat weight)
Rappresenta il parametro di valutazione più importante, ma da solo non può determinare il valore complessivo del diamante. Un carato corrisponde a 0,20 grammi.

La purezza del diamante (clarity)
La purezza del diamante consiste nella classificazione delle dimensioni e del numero delle impurità presenti all’interno della pietra tramite un esame con una lente a 10 ingrandimenti.

Il colore del diamante (color)
La scala di colore dei diamanti va dalla D (bianco eccezionale o bianco neve) a Z (giallo pronunciato). Si usa la parola bianco, ma in verità la D indica il massimo livello di incolore. A partire dalla M il diamante non è più considerato con sfumature di giallo, ma fancy color. Naturalmente più ci si avvicina alla Z, più il valore del diamante diminuisce. Esiste però anche un importante mercato che lavora su diamanti dai colori vividi che vanno oltre la Z, in quanto questa tipologia di pietre è molto rara.

Il taglio del diamante (cut)
Riguarda proporzione, simmetria e lucidatura e non va confuso con la forma (a goccia, ovale, rotondo, ecc ecc…). Attraverso il taglio del diamante è possibile stabilire la brillantezza: la luminosità creata dai riflessi della luce bianca sulla superficie e all’interno del diamante.

Un diamante è certificato

I certificati rilasciati da un gemmologo autorizzato dagli istituti GIA – IGI e HRD sono riconosciuti a livello internazionale come i più attendibili, in quanto si tratta di istituti che si attengono a norme di valutazione molto rigide e severe.
Oltre al certificato, le pietre spesso recano anche un codice identificativo, impresso su un lato tramite laser.

Diamante sintetico, meglio di no.

Riprodurre il diamante perfetto in laboratorio per abbattere i costi è l’obiettivo di ogni falsario. Il mercato è in espansione e ha grossi produttori in Cina, dove la tecnologia si sta concentrando sempre più su questo settore. I materiali più famosi forgiati a questo scopo sono la cubic zirconia e la moissanite. Il tentativo di imitazione è ammirevole, non c’è che dire, ma la differenza col diamante vero è ancora abissale.
Se il costo del diamante risulta essere un po’ eccessivo, meglio ripiegare su zaffiri, zirconi e topazi incolori, una scelta che non delude mai e che mantiene in linea generale le caratteristiche del diamante… e poi si tratta di pietra naturale, vogliamo mettere?

Il diamante si sporca

Proprio come una pentola unta, ma nessuna paura, si può pulire facilmente utilizzando un po’ di detersivo per stoviglie, acqua tiepida e uno spazzolino. Il diamante, soprattutto se utilizzato nell’outfit quotidiano, tende ad attirare il grasso e a sporcarsi. Ogni tanto è bene fargli un bagnetto.

Il diamante ha più forme

Un diamante può essere:
- brillante, è il taglio più diffuso sul mercato, di dimensione rotonda, da molti considerato il diamante perfetto per proporzioni e lucentezza;
- princess, molto richiesto per la forma quadrata e di solito utilizzato negli anelli di fidanzamento;
- smeraldo, particolare per la sua forma piatta e le poche sfaccettature, motivo per cui è sempre bene scegliere un diamante con poche impurità per mantenere la lucentezza;
- marquise, con la sua doppia punta, e la forma ovale e longilinea, dà l’idea di grandezza;
- a goccia, un connubio tra il brillante e il marquise, molto utilizzato come ciondolo, raggiunge la perfezione quando va a posizionarsi nella piccola fossetta del collo di una donna;
- ovale, anche questo è un connubio tra il taglio brillante e il marquise;
- asscher, dalla forma ottagonale, richiama lo smeraldo, ma risulta essere più luminoso;
- radiante, dalla forma rettangolare e gli angoli obliqui, grazie alle sfaccettature “a radiante” si presenta come uno dei tagli più luminosi;
- a cuscino, la sua particolare forma è ideale per i diamanti colorati, in quanto l’intensità del colore si propaga per tutta la pietra;
- a cuore, un taglio brillante modificato, dallo stile spiccatamente romantico.

Scopri anche l’ultimo taglio “ideal square” della Forever Unique, targato De Beers. Recentemente ho partecipato con questa azienda a un corso di aggiornamento sulle diverse pietre presenti oggi sul mercato. Inoltre in oreficeria potrai ammirare al meglio frecce e cuori (heart and arrow) all’interno del taglio brillante.

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